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La capacità di indignarsi è moda?

Tutti siamo indignati.
Mentre l'Italia va a rotoli per cause astratte e per motivi troppo complicati da comprendere pullulano programmi di intrattenimento che fanno riflettere dalla mal amministrazione del nostro paese al venditore ambulante che cerca di rifilare il suo ennesimo pacco.

Ma questo indignarsi a cosa è dovuto veramente?
Mi è capitato di notare in più occasioni che l'indignarsi di oggi, sia in realtà frutto di un bombardamento mediatico da parte della TV e di internet tramite i mezzi social. Allora la domanda che voglio porgervi è: ma ci indignamo veramente o è solo lo specchio riflesso dei media nelle nostre teste?



Un programma televisivo che ci induce a riflettere ad esempio: Le Iene.
Da anni ci sorbiamo i soprusi che l'intero sistema politico ci infligge, a partire dai leader al governo finendo all'impiegato che lavora al comune; sappiamo tutti benissimo che ci sono impiegati che sono figlio del sindaco o figlio di qualche altro impiegato che ci lavorava, e che aveva mezzucci per farlo lavorare, eppure, lo sa tutto il paese, ne parliamo all'acqua di rose in maniera rinunciataria e disgustata, ma cosa facciamo realmente? Accettare la cosa per com'è. Non è forse la linea di ragionamento di chi lavora onestamente con le sue forze sfruttando il suo intelletto, le sue capacità, eppure sembra non esserci spazio per i neurodotati disoccupati. È una voragine, un buco senza fine, dove chi va avanti è il poco probabile non - neurodotato che un giorno si trova fuori con la macchina di papà a far festa perchè è sabato sera e il giorno dopo ha la notizia che paparino gli ha trovato un lavoro alle poste italiane. Certo, fa comodo avere le giuste raccomandazioni.

Quello che intendo dire sostanzialmente è questo: noi non abbiamo bisogno di farci aprire gli occhi a un programma televisivo o di un youtuber alle prese col sistema che non funziona, abbiamo bisogno di qualcuno che ci dia le gambe per andare nei luoghi di competenza e la voce per denunciare questi abusi. È mai possibile che per fare una denuncia bisogna chiamare " le iene " o " Striscia la Notizia "? Dove sono le autorità competenti? Fino ad ora vedo solo benzina sul fuoco, odio su odio che cresce insieme alla fame, ma nessuno prende di petto queste faccende affinchè trovino rimedio. Rimango con la speranza che mai si faccia ricorso alle forza, perchè a quel punto scoppierebbe il caos.

 Ma a quanto pare, bisogna toccare il fondo affinchè le cose cambino radicalmente.
02/03/13
Posted by Unknown

Tirando le somme: 2012

Finalmente è finito.

Questo 2012 è stato all'insegna della tecnologia, dove lo status simbol era lo smartphone e la condivisione di qualsiasi cosa inutile era all'ordine del giorno.

Facebook: forse la più grande strategia di marketing messa in atto da Zuckemberg e dalla sua vastissima equipe di sviluppatori ( che ancora non hanno imparato a sviluppare un'applicazione ottimizzata per device portatili ) è arrivata all'apice giungendo sino in borsa.

Eh sì, strategia di mercato eccome.

Lo spunto è venuto guardando una puntata de "i simpson" dove alcuni bambini della scuola elementare vengono usati per creare un nuovo giocattolo in grado di soddisfare tutti: il piano prevede di scrutare i bambini attraverso un vetro e trarne fuori cosa di meglio si aspettassero dal loro giocattolo ideale.

Ora cerchiamo di pensare in grande: noi siamo quei bambini, e aldilà di quel vetro ci sono i cattivissimi e ricchissimi major delle più rinomate industrie del tecnologico.
Non è un caso che abbia additato "facebook" con "tecnologico", perchè chi sta su facebook ha un minimo di passione per la tecnologia in generale ( almeno, quelli che ci passano la maggior parte del tempo ) e direi che gadget in questo ultimo periodo ne sono stati sfornati parecchi!
Non è nemmeno un caso che la nostra "fame tecnologica" sia aumentata in maniera esponenziale, nonostante ci lagnamo di non poter arrivare a fine mese. L'Italia segue i trend USA, nonostante non godiamo dello stesso consumismo sfrenato e cerchiamo sempre di ottenere tutte le belle cose che la loro tecnologia d'avanguardia vuole offrire.

La nostra epoca
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Ma i nodi vengono al pettine quando ci si sveglia all'improvviso, e ci si rende conto che disponiamo di una connettività schifosa, di tariffe telefoniche sanguisuga e della perdita di tempo derivata dai due punti citati.

Ci vogliono spennare da americani, ma noi non abbiamo le loro stesse risorse economiche.

Beh, spero che questo sia solo una moda di passaggio e che tutto si minimizzi a livelli accettabili.

E vi lascio con una bella citazione che sembra riassumere questo particolare momento della nostra epoca:

" Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti "
A. Einstein

05/01/13
Posted by Unknown

Condivisione: la chiave della vita

Condivisione: una parola che è sotto gli occhi di tutti e che ormai internet ne ha fatta una sua proprietà. È proprio così che il mondo gira, sulla condivisione delle cose, sul "far sapere" di aver compiuto un'importante ricerca, fatto una sconvolgente scoperta oppure semplicemente dire a tutti che il meteorismo sta prendendo il controllo del nostro fondoschiena.
Purtroppo bisogna ammettere che non tutti noi facciamo buon uso di questa libertà concessa, e come nell'ultimo esempio che ho citato prima, si finisce con il degenerare nell'abuso, dando informazioni gratuite e di scarso valore conoscitivo.

Condividere... Ma fino a un certo punto!
La domanda è: perché lo facciamo?
Perché dobbiamo far sapere a tutti cosa ci passa per la testa? Perché diamo informazioni anche intime su internet? La risposta sta sicuramente nell'accettazione della società.

Tutti vogliamo motivazioni e nuovi stimoli nella vita di tutti i giorni e cerchiamo accettazione in ciò che facciamo, diciamo, crediamo per trovare la forza di continuare a seguire quella via. La nostra mente viene plagiata da "quel che la società pensa" e allora il singolare ( ma tuttavia reietto ) pensiero viene schiacciato dall'opprimente e brutale pensiero collettivo. Oggi ognuno di noi pensa di essere diverso, e c'è chi lo fa semplicemente cambiandosi gli abiti con il "colore della ribellione" ( il nero ) ma in realtà non è che un chiaro segnale che indica la chiara volontà di volersi mettere al centro dell'attenzione. E in definitiva, in un modo o nell'altro... Chi non lo fa?

21/12/12
Posted by Unknown

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